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Ti racconto la mia città: Macerata e le sue bellezze

Questa settimana ti porto alla scoperta dei tesori di Macerata, la mia città. Spesso capita di viaggiare e di andare in posti lontani, ma non si conoscono i propri luoghi d’origine, quelli in cui siamo nati e a cui siamo particolarmente legati. Per questo ho deciso di approfittare di alcuni eventi gratuiti che mi hanno permesso di conoscere la storia di alcuni monumenti fondamentali per il turismo della città: sto parlando dell’Arena Sferisterio e di Palazzo Buonaccorsi, che ho visitato alcune settimane fa.

L’Arena Sferisterio, cuore pulsante dell’estate maceratese

Lo Sferisterio deve la sua nascita alla volontà di Cento Consorti, che nel XIX° secolo decisero di lasciare alla città un monumento aperto al pubblico. Così decisero di autofinanziarsi e selezionarono, attraverso un concorso di idee, Salvatore Innocenzi, che iniziò il suo lavoro nel 1819. Questo progetto venne però sospeso per tre anni, fino a quando, nel 1823, i lavori vennero affidati all’architetto Ireneo Aleandri, che lo completò nel 1829. Per molti anni ha ospitato spettacoli sportivi e circensi, ai quali poteva partecipare tutta la popolazione, pagando un biglietto d’ingresso in base alla propria estrazione sociale. Tra gli spettacoli sportivi si può ricordare il gioco della palla al bracciale, che ha visto nello Sferisterio il suo palco ideale grazie alla forma semisferica allungata.

Nel XX° secolo lo Sferisterio ha perso questa connotazione e ha cominciato ad ospitare l’opera lirica, portando a Macerata le voci più illustri di tutti i tempi. Con il passare degli anni, l’offerta dello Sferisterio si è ampliata, dedicandosi non solo alla lirica ma a tutte le forme della musica, tra cui i concerti ed i musical.

Palazzo Buonaccorsi e la Sala dell’Eneide

Nel centro storico di Macerata c’è un palazzo appartenuto alla famiglia Buonaccorsi che oggi può ospitare mostre ed eventi importanti per tutta la comunità. Io personalmente ho avuto la possibilità di visitare la mostra “Capriccio e Natura” (conclusa il 13 maggio 2018) che ha custodito i capolavori che prima si trovavano in edifici ora resi inagibili dal terremoto. Tra le opere esposte ci sono quelle di Tintoretto, prima custodite nella Chiesa delle Vergini di Macerata.

Appena si entra nel palazzo, i visitatori sono accolti da tre statue che rappresentano Ercole vincitore, realizzate dallo scultore Giovanni Bonazza.

Nelle varie sale vengono ospitate periodicamente delle mostre di arte antica e moderna. Tutti i visitatori rimangono però affascinati dalla Sala dell’Eneide: nel soffitto infatti sono rappresentate, in modo sfarzoso e ricco di dettagli, le Nozze di Bacco e Arianna. Attualmente, Palazzo Buonaccorsi ospita la mostra “Lorenzo Lotto – Il richiamo delle Marche”

Palazzo Compagnoni-Marefoschi

Palazzo Compagnoni-Marefoschi è uno dei palazzi più importanti di Macerata e, in alcune occasioni, è aperto al pubblico. Io ho avuto la possibilità di visitarlo gratuitamente lo scorso 27 maggio, in occasione dell’apertura delle dimore storiche promossa dall’A.D.S.I. (Associazione Dimore Storiche Italiane).

La facciata esterna si nota per la sua imponenza e per lo stile architettonico che rispecchia il Settecento. Nella Cappella Vanvitelliana interna sono stati celebrati matrimoni importanti, come quello Carlo III Stuart con Ludovica de Stolberg Guedern.

L’Auto-Palazzo

In occasione del Trekking Urbano del 31 ottobre 2018, ho avuto la possibilità di visitare l’Auto-Palazzo e di conoscerne la storia. È stato costruito nei primi anni del Novecento (l’inaugurazione fu nel 1911) e nasce come autosalone: al suo interno, però, oltre al primo negozio FIAT delle Marche, c’era anche una cittadella degli autotrasporti. Inoltre, ci si poteva anche divertire: sulla terrazza, infatti, c’era una pista da pattinaggio.

Attualmente l’Auto-Palazzo (realizzato con uno stile liberty classicheggiante) ospita gli uffici della ConfCommercio Marche Centrali.

Durante questa prima tappa del Trekking Urbano, ho potuto scoprire la cucina futurista e le sue particolarità: aboliva l’uso della forchetta e del coltello; inoltre, vietava la pasta perché tutto doveva essere veloce.

La seconda tappa del Trekking Urbano mi ha portato nella Biblioteca Mozzi-Borgetti, dove c’era una tavola apparecchiata con lo stile di moda tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento.

Durante questa visita ho potuto assaggiare una squisita visciolata (liquore realizzato con le visciole).

 

 

 

 

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Ti racconto la mia città: Macerata e le sue bellezze
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A Macerata ci sono molti tesori che meritano una visita: tra questi lo Sferisterio, Palazzo Buonaccorsi e Palazzo Compagnoni-Marefoschi, che ho recentemente visitato in occasione di alcune aperture gratuite.
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